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La ballata degli emarginati

Autore: Angela Tedesco

ISBN: 9788855465618
Copertina flessibile;
Pag. 160

14,16

Descrizione

La ballata degli emarginati è una trilogia di commedie musicali. Ambientato in una scuola media, il libro affronta, con lo spirito combattivo di chi vuole cambiare le cose, diverse situazioni di disagio sociale, dall’immigrazione al bullismo, dalla carenza empatica all’isolamento della terza età. Con tono leggero e delicato, Angela Tedesco ci racconta, con l’ausilio del linguaggio universale della musica, storie di vita di tutti i giorni, dimostrandoci che, insieme, possiamo cambiare il mondo.  

Angela C. Tedesco, vive a Roma dalla nascita. Diplomata in Pianoforte e Didattica della Musica al Conservatorio, insegna Educazione Musicale nella scuola secondaria di primo grado. Nutre una forte passione anche per la scrittura, sia musicale che drammaturgica. Decide così di unire entrambe le competenze che l’appassionano tenendo, nella scuola dove insegna, un corso di teatro musicale, sfruttando anche l’esperienza acquisita come attrice teatrale. Esordisce con Porto Seguro Editore con La ballata degli emarginati, nel 2021.  

4 recensioni per La ballata degli emarginati

  1. Adelaide (proprietario verificato)

    Cara Angela, chi come me ama il teatro non può non apprezzare questo libro, sia per il contenuto sia per come è scritto. Ho vissuto queste situazioni come se facessi anche io parte dei tuoi racconti, ho provato angoscia, rabbia, gioia. Bella anche l’idea degli spartiti, io non conosco la musica ma altri apprezzeranno. Brava👏👏👏👏

  2. Leonardo

    Una grande scoperta. Tre storie, ognuna con una propria anima ben definibile, ma con uno scopo comune: mostrare un età così complessa dai suoi lati più eccitanti a quelli più oscuri. Da una storia all’altra si viene trasportati in generi totalmente differenti, cosa che mantiene viva l’attenzione. Ho apprezzato particolarmente il colpo di scena finale della terza storia. Consigliato!!

  3. Elisabetta Davoli

    La Ballata degli emarginati costituisce sicuramente un punto di grande riflessione sul tema del bullismo nella scuola per tanti motivi :
    A) E’ scritto quale sceneggiatura di tre pieces teatrali realmente rappresentate a scuola ( BEBAS, FABIOCCO; GIALLO ALLA “VERGA”) , frutto di storie vissute sulla pelle di alunni e docenti che non casualmente corrispondono a umanità viva

    B) E’ scritto in modo del tutto originale e particolare con spartiti musicali sempre della scrittrice che diplomata in Pianoforte al Conservatorio coltiva una passione grande anche per la recitazione

    C) E’ frutto di personale esperienza dell’autrice che a tempo pieno è docente , docente meritevole e diciamolo sperimentale di Educazione Musicale in una scuola ex media del popoloso quartiere di Centocelle a Roma, famoso anche per le sue strade ecologiche , dedicate al settore della fauna e quindi gioioso e aperto alla mescolanza di immigrati italiani e emigrati di etnie diverse e spesso problematiche .
    Io ho letto con vivo interesse le storie , seguendo lo svolgersi degli eventi che non sono irreali ma molto icastici e dal finale che premia la volontà di fare al meglio quanto di storto c’è per colpa di noi esseri umani .
    Ho trovato la lettura avvincente e sempre ricca di aspetti di vivo interesse umano, sociale e con arguzia fine, che , pur nella drammaticità del tema del bullismo a scuola, in quanto vengono proposti aspetti divertenti e finali sempre positivi, perchè il bullismo non trionfa . Complimenti alla scrittrice che, si percepisce, è docente veramente doc!

  4. Stefano

    Le bonaria critica alla società un po’ estraniante dei social ci riporta a considerare come sia molto più intrisicamente “social” il gioco di gruppo dei ragazzi dentro e fuori la scuola. L’impegno encomiabile della prof di musica che non solo compone gli spartiti ma anche scrive i testi teatrali dei suoi mini “musical” è documentato nero su bianco. Non importa che l’approccio un po’ naif possa lasciar ampio spazio alla rimodulazione dei testi in base alle esigenze degli interpreti, anzi in questo si percepisce proprio l’abilità dell’autrice nel tessere delle situazioni e dei dialoghi molto contemporanei ma anche assai adattabili a contesti diversi. Penso a scuole o classi di altre città italiane che volessero acquisire questi testi per far “socializzare” gli studenti delle medie nel modo più sano e creativo. Come concludono i compagni di Fabiocco alla fine del suo racconto: “cantare e ballare la noia scompare”, ed è altrettanto sorprendente scoprire che anziché accumulare like su Instagram per i compagni di Leonardo sia più divertente investigare sulla sparizione di alcuni panini e poi dello stesso protagonista. Se vi fossero altri prof così coinvolti dal loro lavoro, così dedicati e altrettanto volenterosi, consiglio a loro di ispirarsi a questi tre testi, peraltro già musicati con tanto di spartito, per mettere in scena delle divertenti e originali prove teatrali.

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