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Canestro

Autore: Sara Bellodi e Manuel Tozzo;

ISBN: 9788855468749
Copertina flessibile;
Pagine: 70

12,26

Descrizione

Canestro! è un breve racconto scritto a quattro mani da Sara Bellodi e dal figlio di 8 anni, Manuel Franco Tozzo. L’idea di scrivere questa storia nasce proprio da lui. Il prota-gonista è Nadir, un bambino afgano che vive a Kabul, con una grande passione per il basket e Michael Jordan. Nadir trascor-re le sue giornate tra i banchi di scuola e il cortile di casa, dove si allena a tirare il pallone in un canestro senza rete. Insieme al suo amico Tamer, per fuggire dai talebani, sarà costretto a partire per gli Stati Uniti; a Chicago, Nadir e Tamer insieme alle loro famiglie, inizieranno una nuova vita. Nadir riuscirà finalmente a fare canestro e realizzare i suoi sogni? In Canestro!, ai capitoli brevi e spontanei scritti di Manuel, si alternano capitoli più introspettivi, scritti dalla madre: un dialogo che ha come filo conduttore il basket. Una storia im-maginaria che parla di sogni e di domande, di viaggi, di amore e di protezione.

MANUEL FRANCO TOZZO nasce a Milano il 12/06/2013. Oggi vive a Cusago, dove frequenta la 3B della Scuola Primaria G. Pascoli. Ama gli animali, gli sport, e giocare con gli amici. Pratica il karate e, naturalmen-te, gioca a basket. SARA BELLODI nasce a Milano il 15/03/1980 e vive da sempre a Cusa-go. È Psicologa Psicoterapeuta e, dopo anni di attività in alcuni ospedali milanesi, dal 2013 si dedica alla libera professione nei suoi studi di Mila-no e Peschiera Borromeo.

1 recensione per Canestro

  1. barbara (proprietario verificato)

    Bellissima l’alternanza della vitalita’ del bambino e la preghiera della madre.
    Leggendoli sembra di sentire le due voci, quella del bimbo squillante, entusiasta e fiducioso di tutto. Quella della madre un po’ frenata, per scandire bene le raccomandazioni e per scongiurare le probabili avversità della vita. Il tutto accompagnato da una vena di nostalgia per quel bimbo che sta crescendo e che vuole imprimere nella propria mente per non perdersi nemmeno un respiro.
    Come se scrivesse delle lettere al figlio per ricordargli di tutto quell’amore.
    Da madre, mi sono commossa. Molto belle anche le dediche.
    Bravi a tutti e due

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