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Gli abbracci non dati

(13 recensioni dei clienti)

12,50

Autore: Gabriella Romano

ISBN: 9788855465557
Copertina flessibile;
Pag. 156

COD: 9788855465557 Categorie: , Tag:

Descrizione

Gli abbracci non dati nasce come un diario, un’annotazione intima, che vuole essere una compagna nella solitudine individuale della quarantena.
Ma questo libro è e diviene qualcosa di più: pagina dopo pagina, il testo si trasforma in una riflessione sul nostro modo di essere nel mondo e con il mondo; in un’espressione di armonia verso se stessi e gli altri.
In uno stato di isolazione forzata, l’autrice ripercorre i momenti salienti della sua vita, i dolori e le gioie più significative, gli incontri casuali, le coincidenze, raccontandoci quello che è il romanzo più grande: la vita.
Con uno stile confidenziale e sincero, amico, Gabriella Romano ci conduce in un viaggio d’amore, che sconfina le pareti chiuse di una casa, legandoci insieme in un abbraccio. 

Gabriella Romano è una traduttrice, insegnante di spagnolo e una scrittrice. Nasce a Piano di Sorrento nel 1960. Vive fino all’età di quattro anni in Africa. Nel 1981 scopre il fascino dell’Andalusia, dove inizia a scrivere. Torna nel 1987 a Roma. Conosce e abbraccia il Buddismo della Soka Gakkai. Con Porto Seguro Editore pubblica il suo secondo romanzo, Gli abbracci non dati, nel 2021. 

13 recensioni per Gli abbracci non dati

  1. Maria Rosaria Porcaro

    Credo sia interessante portare con noi il romanzo, Gli abbracci non dati, scritto da Gabriella Romano, edito da Porto seguirò,in vacanza. Aprirlo e sfogliarne le pagine con delicatezza.
    Si entra nella vita dell’autrice e in quella delle persone a lei care. Le sue parole, cercate con estrema cura, toccano le corde dei sentimenti più profondi.
    Ogni dolore prevede una gioia, ogni partenza prevede un ritorno. Il viaggio è ciò che conta, tappa dopo tappa sostenuto sempre dalla speranza.
    Dopo l’inverno torna sempre la primavera.

    Maria Rosaria Porcaro
    Ricercatrice

  2. Maria Elisa Cicchini

    Finito ora. Letto tutto d’un fiato impossibile fare diversamente!
    Bello intenso capace di suscitare riflessioni profonde con leggerezza.
    “Vivere e essere presente nella realtà presente, come ci dice l’autrice fin dal primo capitolo, che mi piaccia o no, è la mia occasione di tramutare il dolore in gioia e la gioia in gratitudine. Istante dopo istante. In quell’attimo infinito esiste la mia infinita possibilità!”
    Cercare amore, gioia, fiducia, anche quando ciò che circonda ci suggerisce il contrario, è il potente messaggio che ci resta anche dopo l’ultima riga, insieme a un grande desiderio di amare tutto e tutti, vero significato del vivere!
    Grazie!!

  3. Carlotta Ceccarelli

    Nel leggerlo, mi sono imposta di centellinarlo, per non terminarlo tutto e subito. Ci sono parole che diventano un balsamo caldo capace di lenire le tue ferite, di dare forma ai tuoi pensieri, di riconoscerti nella tua unicità. Gabriella sa fare questo. Una magia! Grazie

  4. Luigi Romano

    Ho letto il libro di Gabriella Romano e sono rimasto profondamente colpito dalla sua scrittura intensa di significati ed allo stesso tempo scorrevole e lieve.
    L’espediente narrativo del diario, attraverso cui ripercorre le giornate trascorse a casa durante la pandemia, accompagna il lettore in un percorso denso di riferimenti personali, ricordi familiari e riflessioni profonde sul senso della vita.
    “La parola è una sovrana potente: minuscola, invisibile, ma sa compiere imprese straordinarie: può spegnere la paura, scacciare il dolore, suscitare la gioia” .
    Così scriveva circa 2.500 anni fa il filosofo Gorgia discepolo di Empedocle ed uno dei maggiori esponenti della scuola dei sofisti.
    E nel bel libro di Gabriella Romano ritroviamo esattamente questi concetti sullo straordinario potere della parola: parole che leniscono le ferite del cuore, parole che curano le cicatrici dell’anima, parole che fanno esplodere un’incontenibile passione e parole che rivoluzionano il concetto stesso dell’amore.
    Il passaggio che mi ha colpito maggiormente riguarda un tema estremamente attuale nella nostra società:
    “La situazione di abbandono degli anziani è iniziata col sistema produttivo sfrenato, con il tempo tutto dedicato al lavoro fuori casa, la spinta alla competizione che ci vuole veloci e senza pesi: niente anziani e niente figli da curare. Il tempo va devoluto tutto alla super produzione, altrimenti tu stesso sei uno scarto, non sei nel sistema.
    Ecco negli anni mortificata un’intera generazione di preziose figure di saggezza e forza morale, che hanno dedicato la loro vita a valori sani, sono sopravvissuti alla guerra, hanno lottato per i nostri diritti, hanno ricostruito un sistema economico in rovina dopo la guerra.
    Poi ci si è preso gusto, l’umanità è diventata un disvalore soppiantata da iperproduzione, ipernutrizione, ipermercati, iper ego. Tutto iper tranne il cuore umano.”
    La forza morale e rivoluzionaria della parola dell’autrice ci indica un percorso che difficilmente possiamo rifiutare: riprendiamoci l’umanità ed apriamo i nostri cuori.

    Ellerre

  5. Matilde

    Avevo letto il manoscritto di questo libro lo scorso anno. E come mi succede con il primo romanzo di Gabriella, I-sole, nel rileggerlo giungo alla stessa, inevitabile conclusione: la scrittura di Gabriella ha il dono di rigenerare e di rigenerarsi. E’ fatta della stessa sostanza eterna e dinamica della vita, un continuo rinnovarsi di sentimenti, ispirazioni, corrispondenze ed emozioni. Impossibile non leggere questo libro tutto d’un fiato. Eppure è come se la lettura non si concludesse mai e la scrittura avesse il potere di rinascere a se stessa. Ad ogni successiva rilettura emergono nuove riflessioni e connessioni dell’anima. Mi conosco e mi riconosco. Ritorno al mio centro e “ritrovo la gioia proprio sotto ai miei piedi”.
    Concepita in quarantena, questa nuova creatura fatta di parole tanto amate, racconta una storia personale di apertura nella chiusura, di speranza “cercata” e costruita attraversando un giorno dopo l’altro del lockdown con appassionata umanità. Una storia personale condivisa e condivisibile, con amore e per amore. Grazie, Gabriella!

  6. Raffaella N.

    Libro dalla scrittura rotonda e morbida che cattura il lettore in un’atmosfera calda e appassionata, a dispetto del periodo in cui si dipana, quello del duro lockdown 2020.
    L’emozione e’ la grande protagonista, ed immagino che molte donne si siano facilmente riconosciute in sensazioni così avvolgenti e coinvolgenti.
    Di grande ispirazione e riflessione e’ stata la cura e preoccupazione costante per gli altri dell’autrice che si avverte in queste pagine, così profonda e autentica, origine indiscussa di un stato di felicità interiore, solida, che viene spesso evocata per far comprendere al lettore che è uno stato dell’anima da coltivare ‘semplicemente’ attraverso l’attenzione e il sincero affetto per l’altro.
    Le parole utilizzate – eternità, pienezza di vivere, tenerezza – sono come un tappeto di luci srotolato davanti al lettore per invitarlo a percorrere la vita con passo leggero. E questa è un’indicazione preziosissima.
    La gratitudine per i doni costanti che la vita ci regala e’ evidenziata in tutti i contesti, belli e brutti, del libro e si declina chiaramente come un sentimento da cercare di praticare sempre in quanto “acceleratore di gioia e nutrimento per il destinatario dei tanti grazie offerti’; quindi grazie a Gabriella Romano per il calore che mi ha trasmesso il suo libro.

  7. Gabriella

    Lockdown duro. Chiusi nelle nostre case, a braccia chiuse. Gli abbracci non dati. Il bel memoir di Gabriella Romano parte da qui. E pagina dopo pagina, scopri che c’è dell’oro in questo tempo strano. È la leggerezza, il senso di armonia, la cura per l’altro, la tenerezza e la gratitudine che l’autrice sente e ci fa sentire per tutti i doni della vita. Senza esclusioni o pregiudizi. La bellezza è come sempre negli occhi di chi guarda. Basta avere un cuore puro e uno sguardo attento su tutto ciò che ci circonda. Arrivi in fondo al libro e passo dopo passo senti la forza della levità interiore e il calore e la gioia di un abbraccio dato con la profondità del pensiero. Grazie Gabriella

  8. Gabriella Rossi

    Lockdown duro. Chiusi nelle nostre case, a braccia chiuse. Gli abbracci non dati. Il bel memoir di Gabriella Romano parte da qui. E pagina dopo pagina, scopri che c’è dell’oro in questo tempo strano. È la leggerezza, il senso di armonia, la cura per l’altro, la tenerezza e la gratitudine che l’autrice sente e ci fa sentire per tutti i doni della vita. Senza esclusioni o pregiudizi. La bellezza è come sempre negli occhi di chi guarda. Basta avere un cuore puro e uno sguardo attento su tutto ciò che ci circonda. Arrivi in fondo al libro e passo dopo passo senti la forza della levità interiore e il calore e la gioia di un abbraccio dato con la profondità del pensiero. Grazie Gabriella

  9. Paola Ceccopieri

    “Gli abbracci non dati” conquistano il lettore per la forza e la sincerità delle emozioni, nate dal vissuto dell’autrice che rinnova dall’interno il genere diaristico. L’io narrante non sconfina mai nel solipsismo e nell’autocompiacimento, ma si apre con generosità alla
    dimensione del “noi”: l’esperienza individuale sì inserisce sempre nella rete di relazioni con gli altri e con l’ambiente e la narrazione si origina da un’urgenza comunicativa che è desiderio di accogliere, accudire e abbracciare il lettore. “Ognuno di noi è un ospedale” scrive l’autrice, citando Franco Arminio, e aggiunge “Voglio accogliere nel mio piccolo ospedale tutte le persone che hanno ricevuto un danno e non farle sentire mai sole, trovare insieme il modo di trasformare il veleno in medicina, l’impotenza in azione”. La scrittura di Gabriella Romano nasce dunque dalla consapevolezza della necessità di un nuovo umanesimo, attento all’altro, all’ambiente e in grado di opporsi alla solitudine e alla disperata indifferenza del presente. In un’epoca in cui l’emergenza pandemica ci ha indotto a riflettere sugli squilibri prodotti dal capitalismo neoliberista e sull’urgenza di costruire un’economia della cura, la scrittura accogliente e accudente degli “Abbracci non dati” costituisce una sorta di “letteratura della cura”, una nuove frontiera narrativa tutta al femminile che nasce dalla forza dolce delle donne.

  10. Daniela Cirilli

    Un libro che quando inizi a leggerlo non vuoi più fermarti e nello stesso tempo lo vuoi assaporare.
    Un libro dolcissimo, commuovente e nello stesso tempo, pieno di speranza.
    Gabriella ci fa rivivere il periodo buio dell’inizio della pandemia, che tutti purtroppo abbiamo trascorso in casa, ma con la Gioia di riprendere in mano la nostra vita.
    Con i suoi dolci ricordi ci fa rivivere i nostri ricordi, per vivere meglio il nostro presente e proiettarci con fiducia nel nostro futuro.
    Grazie Gabriella, il tuo abbraccio mi arriva dritto al ❤️
    Daniela

  11. Antonella Canali

    Ho esitato un po’ a scrivere del nuovo libro di Gabriella Romano “Gli abbracci non dati” , temendo in qualche maniera che il coinvolgimento emotivo immediatamente colto, potesse profanare la profonda intimità delle sue pagine. Inizialmente ne ho preso le distanze , da osservatrice esterna , ma la timidezza di lettrice distaccata è durata ben poco perché questo diario è talmente autentico, intenso e profondo, che è stato inevitabile esserne coinvolta pagina dopo pagina, fino alle lacrime.
    Più che un diario è un manuale , anzi no, per me è un saggio poetico sul vivere con grazia.
    Gabriella ci fa scoprire la bellezza del vivere con grazia.
    Ed è una lezione senza tempo né luogo né spazio, è universale perché rivolta a tutti : c’è la meraviglia del gesto semplice e la straordinarietà del quotidiano disegnata con colori a pastello , con tenerezza e dolcezza. Ma ci sono anche altri colori e suoni tra le righe della superba scrittura , quelli che rimandano ai misteri dell’esistenza , ai dolori più devastanti e alle gioie più sorprendenti .
    Saggezza e leggerezza di calviniana memoria che si rincorrono , negli Abbracci di Gabriella vi è tutto questo e oltre.

  12. Donatella Di Nola

    “Gli abbracci non dati” dovrebbe intitolarsi “Il grande abbraccio” poiché leggendolo ci si sente davvero meno soli.
    Ogni racconto di questo prezioso diario è una chiave per accedere a un nuovo aspetto della vita, con una ricca carica di entusiasmo per affrontare le giornate, anche una volta usciti dal lockdown.
    Spunti di riflessione profonda per me che a volte non mi soffermo ad apprezzare i piccoli doni della vita che la rendono una sorpresa continua.
    Ora so che ogni istante ha un significato e Gabriella tramuta tutto in pura gioia, come un Re Mida del tempo, trasformando ogni vuota giornata in una avventura straordinaria del cuore e della mente, dove tutto risplende.

  13. Maria Teresa Azzoni

    Gli abbracci non dati racconta l’incontro con l’Altro. Sconosciuto, perso in uno scenario troppo affollato, e dunque inconsistente e opaco, oppure da sempre distinto nella forma più nota, reso chiaro dalla confidenza, da relazioni che rischiano il consumo d’abitudine, e in cui in fondo è sempre “Io” che guarda, che decide, che giudica, e l’Altro è comparsa. Invece, in questo libro, l’Altro è svelato nel ricordo, nell’osservazione che non si limita a specchiarsi, che non si accontenta di proiettarsi nella piccola esistenza, e si apre, e cade, e appartiene. L’Altro, vissuto o sofferto, reso più vivo dagli occhi nuovi della tenerezza, del sentimento puro che non ha nulla da pretendere, è finalmente accolto, abbracciato, celebrato. Questo libro è una cura, un percorso di rieducazione della solitudine a non bearsi più di se stessa, a non trincerarsi dietro Io. Io non c’è.

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